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Grotte di Onferno

Le grotte di Inferno sono considerate tra le più importanti d’Italia tra le grotte di gesso.
Un tempo questo paesino situato sulla Valconca si chiamava “Castrum Inferni” e fu possedimento dei Malatesta, espugnato e distrutto da Federico da Montefeltro nel 1469. Scavate dalle acque di un torrente che si è fatto strada attraverso la roccia, le grotte si aprono alla base di un grande ed imponente masso gessoso, su cui sorgeva appunto “Castrum Inferni”.
Hanno uno sviluppo di circa 400 metri ed un dislivello di circa 64; una delle principali caratteristiche è la presenza di numerose colonie di pipistrelli (circa 8000 esemplari), per questo le grotte sono volutamente poco illuminate. Da ricordare comunque che si nutrono di insetti, non di sangue…
Lungo il fitto percorso si incontrano stanze di varia grandezza, tutte comunque molto ricche di creazioni; la parte più nota delle Grotte di Onferno è la Sala Quirina, o Sala dei Mammelloni (tra i più grandi in Europa), causa le enormi protuberanze coniche di gesso che sporgono dal soffitto.
L’ingresso si trova nella Pieve di Santa Colomba, una delle più vecchie della Diocesi di Rimini, al cui interno sono presenti anche il Centro Visite e il Museo Naturalistico Multimediale.
La visita è curata dal personale della cooperativa, che fornisce torcia e casco ai visitatori; è sempre consigliato indossare scarpe comode e dotate di un buon fondo e un k-way o felpa pesante anche in estate, perché la temperatura si aggira sempre intorno ai 12/14 gradi.
Il camminamento è per la maggior parte pavimentato e sicuro, ma posto comunque sono un terreno naturale, quindi è necessario muoversi sempre con estrema cautela.













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